Il fumo, fin dai tempi dei Maya

Alcuni bassorilievi dei templi Maya ritraggono i sacerdoti mentre fumano con lunghe pipe in pietra per scopi religiosi e riti magici.

Le prime sigarette risalgono proprio a questo periodo ed erano realizzate avvolgendo il tabacco tritato nelle foglie delle pannocchie.

Dopo la scoperta dell’America nell’ottobre del 1492, il tabacco inizia ad arrivare anche in Europa e dal XVII secolo si conferma l’espansione in tutto il mondo.

Cambia lo scopo di utilizzo: non si fuma più per motivi religiosi, ma solo per piacere. Inizialmente il tabacco era masticato o fumato in pipe e sigari, e solo i più ricchi potevano permetterselo.

Ma a fine Ottocento inizia la produzione industriale delle sigarette realizzate in carta sottile con costi più bassi. Il tabacco diventa un vero prodotto di consumo.

Nascono le prime pubblicità, prima sui manifesti, poi anche sui giornali, alla radio e in tv.

I protagonisti sono medici, gestanti e figure autorevoli della società. Il messaggio che viene veicolato è “il fumo fa bene alla salute, profuma l’alito e piace alle mamme in dolce attesa”.

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Vengono utilizzati perfino i cartoni animati e in alcuni spot degli anni ’60 Barney e Fred dei  Flinstones pubblicizzano le sigarette Wiston. Un prodotto moderno come le sigarette è catapultato nell’era preistorica.

Ma negli ultimi cinquant’anni tutto è cambiato. Come mai?

Ce lo spiegano Roberto Boffi ed Elena Munarini entrambi attivi al centro antifumo dell’Istituto dei tumori di Milano.

Ascolta il radio documentario.

 

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