Se i pesci guardassero le stelle. Recensione del romanzo di Luca Ammirati

“Nettuno dista quattro miliardi e trecento chilometri dalla Terra, non ti vengono le vertigini?”

Samuele, trent’anni, è un sognatore che di giorno scrive per una testata e di notte sfoga la sua creatività in qualità di guida presso il piccolo osservatorio astronomico di Perinaldo, vicino Sanremo. Le stelle sono la sua passione: lo sa bene Galileo, il pesce rosso a cui l’uomo confida le sue aspirazioni e le sue disperazioni. È nel cielo notturno che il ragazzo trova certezze e sicurezze. “Le idee migliori nascono quando ci eleviamo e guardiamo il cielo”.

Durante la notte di San Lorenzo, all’osservatorio, Samuele conosce la bellissima e intelligente Emma. La serata è magica: con un’intesa straordinaria, parlando di vita e di astri e tanto altro, i due restano insieme fino ad addormentarsi. Al risveglio, il protagonista non trova più la donna e si accorge di non sapere come rintracciarla. Così, tra il lavoro e la speranza di realizzare la sua ambizione (quella di diventare un pubblicitario), Samuele inizia a cercare tutti i modi per ritrovarla. Tentativi che sfiorano la follia, al punto che gli amici, preoccupati, arrivano a fargli dubitare della sua esistenza.

Sogni, paure, tentennamenti, litigi, incomprensioni e un po’ di leggerezza. Ricco di riflessioni poetiche e sagge, in bilico tra i sogni e la concretezza della vita, questo romanzo divulga con delicatezza alcuni concetti di astronomia, che divengono il mezzo per spiegare le emozioni e l’evoluzione del protagonista. “Soltanto nella nostra galassia, la Via Lattea, si contano tra i duecento e i quattrocento miliardi di stelle. Quale può mai essere, in tutto questo, il posto che spetta a uno come me?” scrive l’autore, rendendo il senso di smarrimento di una vita che sta cambiando.

Al di là del contenuto, la passione con cui il personaggio di “Se i pesci guardassero le stelle” condivide le nozioni scientifiche prende il lettore. Così, non restano soltanto i concetti: il coinvolgimento spinge chi legge ad approfondire e, magari, tuffarsi (a pesce) nelle scienze astronomiche.

Ci sono, poi, anche informazioni sulla città di Sanremo e sulla sua storia. Però nemmeno queste pesano sulla narrazione: tutto è molto scorrevole, ben scritto, pesato tra personaggi ben caratterizzati ed elementi di storia convincenti.

“Non siamo nulla, meno di un milionesimo di un granello di sabbia, un pulviscolo sospeso nello spazio”. Ma, una frase alla volta, possiamo fare la differenza, fosse anche solo per la conoscenza e la passione che possiamo trasmettere.

Immagine: “The Fish Head Nebula (IC1795)” di astrophotography_andy condivisa secondo la licenza CC0 1.0

Autore:Jolanda Serena Pisano

Vivo per imparare e condividere: per questo scrivo e canto di scienza. Mi occupo soprattutto di temi biomedici e naturalistici, ma anche di curiosità scientifiche in generale, psicologia cognitiva (una delle mie più grandi passioni) e recensioni di libri divulgativi.

Alle mie spalle ho una Triennale in Biologia e una Magistrale in Etologia.
Al mio fianco, oltre al MaCSIS, ho BioPills, DoveeComeMiCuro, AAC Srl e Bionaute. Sto anche collaborando con altre realtà e tengo un blog, Juke-box Scienza.
In vista ho tantissimi progetti e sogni. Uno di questi è in fase di realizzazione: il programma televisivo “Viviamo di Scienza”, insieme alle mie amiche e colleghe divulgatrici Bionaute.

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