Citizen Science is una tantum, Cittadinanza Scientifica è per sempre

Un’indagine degli studenti del MaCSIS, su un campione di 102 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, rivela come un cittadino su 3 collabori o abbia collaborato in Italia a progetti di monitoraggio o raccolta di dati scientifici; oltre il 90% degli intervistati si dice disponibile a prendervi parte. Tuttavia, solo il 42% del campione indagato ha sentito parlare almeno una volta di Cittadinanza Scientifica. E non sono pochi i commenti che danno la formula italiana come una svilita traduzione dell’inglese Citizen Science.

Facciamo chiarezza.

Parliamo di Citizen Science quando segnaliamo tramite app dal nostro smartphone una pianta osservata per la prima volta nel proprio giardino, condividiamo con una comunità online i millimetri di pioggia registrati dalla stazione meteo installata sul tetto, e così via. Quando raccogliamo informazioni di questo tipo e le condividiamo all’interno di una comunità di “collezionisti” contribuiamo a costruire archivi di dati. Mettendo questi archivi, bene comune, consapevolmente al servizio della Ricerca, partecipiamo, contribuiamo nel nostro piccolo alla Scienza.

Ecco, Scienza Partecipativa è la più completa ed esatta traduzione di Citizen Science, a parità di numero di parole, indicando sì l’agire con deliberato spirito di servizio e curiosità di un cittadino nel raccogliere e condividere informazioni, ma fa parte di una messa a disposizione più grande: affiancando a Scienza la parola Partecipazioneemerge infatti il riconoscimento di una “comunità” di raccoglitori di informazioni, che contribuiscono attivamente alla produzione di conoscenza. In questo concetto più ampio possiamo parlare di Cittadinanza Scientifica, come l’esercizio nell’attivismo quotidiano di ciascun cittadino di fiducia, cooperazione, di un agire profondo, mosso alla ricerca continua di risposte a domande, qualificate e nei verificabili, “science proofed”. Contribuire anche economicamente alla Ricerca scientifica, donando a sostegno ora degli studi su una malattia genetica, ora sui tumori, anche questo è Cittadinanza Scientifica. Ma è anche consapevolezza di quanto questo agire possa talvolta essere incerto o lento nei risultati. Tuttavia si alimenta di sempre attenta fiducia alle nuove conoscenze e al progresso, a vantaggio dell’umanità.

La Cittadinanza Scientifica si concretizza anche nelle scelte che derivano dall’interpretazione dei dati, che grazie alla Scienza sono messi a disposizione. Per esempio, con la comunicazione dei rischi: verificare le condizioni delle allerte meteo prima di mettersi in viaggio, in barca, o di recarsi in escursione e interpretare i messaggi dei bollettini, adoperandosi verso la scelta più ragionata; osservare un pennacchio di fumo sopra gli alberi di un bosco e con prontezza interpretare la presenza di un incendio, segnalandolo o attivandosi per il suo spegnimento; scegliere di utilizzare meno plastica o di inquinare meno nel proprio quotidiano rivolgendo l’attenzione allo spreco di risorse – dall’acqua, all’energia elettrica, al cibo – impattare meno sull’ambiente, combattere il cambiamento climatico e produrre cambiamento sociale. Questo è Cittadinanza Scientifica.

Interpretare informazioni e agire a tutela, protezione e difesa di un bene comune (ora la tutela della persona, ora di un bosco, in senso lato dell’ambiente) presuppone una supervista, quella della visione complessa della realtà. Quando con lo stesso spirito critico e operativo ci si adopera per comprendere il mondo in cui viviamo, la veridicità e attendibilità delle informazioni utili a decodificare la realtà, la scelta deliberata di aderire ad una vaccinazione di massa perché ci si sente parte di una collettività – esattamente quanto si crede nel progresso scientifico – è anch’esso Cittadinanza Scientifica.

Figura 1. Elaborazione grafica per un Tag Cloud con i termini suggeriti dai rispondenti all’indagine MaCSIS (a cura di Matilde Schirru e Jolanda Serena Pisano)

Oltre la metà dei partecipanti al questionario MaCSIS ne ha sentito parlare per la prima volta con l’indagine. È stato chiesto loro di indicare 3 parole che potessero aver a che vedere “a senso” con la definizione e quanto è emerso ha a che fare con Coinvolgimento, Informazione, Educazione, Responsabilità, Collaborazione, Impegno, Responsabilità, Accessibilità, Diritto, Studio, Conoscenza, Curiosità, Comunità, Consapevolezza, Progresso, Sviluppo, Rispetto. A riprova che non esiste cittadinanza antiscientifica tout court: rispondere ad un questionario sul tema è già scelta di Cittadinanza che si interroga e si mette in gioco. E che se per esercizio ricostruisce un significato, la dice lunga su quanto occorra investire sulla competenza di cittadinanza, come bene comune da custodire, difendere, per una società più coesa e forte culturalmente, che non smette a nessuna età di imparare; una società meno divisa, ora sui vaccini, ora sul 5G, sul nucleare, sull’agricoltura biodinamica. This is Cittadinanza Scientifica. Istruzioni per l’uso: somministrazioni ottimali a partire dalla nascita. Effetti collaterali: dà dipendenza.

Autore:Matilde Schirru

Studentessa del MaCSIS, è Post Doc presso l’Istituto di BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (sede di Sassari).

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